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Layout



Come le altre proposte Asus ROG, la scheda si presenta con PCB nero e con slot di colore bianco e blu.
Il sistema di dissipazione adottato è molto complesso e integra un sistema heatpipe che collega tutti i dissipatori presenti sulla scheda, che raffreddano SPP,MCP e Nforce200 oltre a tutte le serie di mosfet disposti intorno al socket.

Il tutto è completamente Fanless, e la scelta non è a nostro avviso ottimale viste le caratteristiche dei chipset nforce molto calorosi. Si sarebbe preferita la solusione fuzion block adottata sulle altre main della serie ROG, visto che come vedremo più avanti le temperature del chipset soprattutto in overclock arrivano a toccare gli oltre 80°.

Il layout dei componenti inseriti nella scheda è comunque molto ordinato e ben disposto per poter lavorare bene.

L’intorno del socket vede l’adozione del solito circuito di alimentazione già visto sulla asus X38 maximus, molto affollato, dove troviamo ben 8fasi R68 YAGEO perfettamente dimensionate per le cpu Penryn anche in caso di overclock estremi .
Inoltre sul lato alto a sx del socket troviamo il connettore CPU 12v a 8 pin per l’alimentazione della CPU, funzionante anche con soli 4pin, pagando qualcosa in termini di stabilità del voltaggio e di propensione a salire soprattutto con voltaggi elevati.

Tra il socket e gli slot delle ram troviamo anche il chip EPU per la gestione ottimale dei carichi che dovrebbe garantire un abbattimento dei watt richiesti a seconda del carico in modo del tutto automatico.

Spostandoci al reparto ram troviamo i soliti 4 slot DDR2 che supportano fino a 8Gb di memoria e sono alimentati tramite alimentazione a 2 fasi per avere una maggior stabilita dai voltaggi per aumentare la stabilità e la propensione a salire di voltaggio.
I più attenti noteranno che gli slot, rispetto alle altre mainboard in commercio, si presentano ruotati di 180°.

Passando alle espansioni troviamo i 3 slot Pci-Ex 16x, di cui i 2 blu in versione 2.0 e collegati al nforce200 e il terzo bianco collegato al MCP con versione 1.0.
Discutibile la scelta di asus di posizionare la batteria nel messo del secondo-terzo slot, poco accessibile nel caso si usino 2 o più schede video.
Opinabile anche la scelta di posizionare l’nForce 200 tra il primo e il secondo slot Pci-Ex, al di sotto del blocchetto in rame con la scritta ASUS, completamente diversa dalla scelta fatta sulla mainboard NVIDIA che invece vede il posizionamento di fianco al chipset SPP tra il primo slot e il socket.
Questa osservazione è dovuta al fatto che il chipset nForce200 sprigiona molto calore e accoppiato al MCP che si trova di fianco, anchesso molto caloroso, provoca una zona molto calda difficile da dissipare anche attraverso le heatpipe che potrebbe provocare surriscaldamenti soprattutto usando più di 1 scheda video.

Spostandoci nella parte bassa verso destra troviamo le 6 porte SATA ruotate di 90° e le 2 connessioni IDE per HDD Pata e Floppy.
Troviamo i pulsanti per l’accensione e il reset del sistema e un utilissimo led che segna l’uso dell’HDD.
Troviamo anche un sensore ITE, di solito usato dalla DFI sulle sue schede, molto buono a livello di correttezza delle misure, con l’unica pecca che non e possibile tramite software monitorare le temp tramite SmartGuardian ma si deve ricorrere a usare il classico Asus ProbeII.







   Autore:
   Morosini Tommaso
   Categoria:
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   Data pubblicazione:
   10/02/2008

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